Quanto costa un’agenzia Amazon in Italia? Prezzi reali 2026

Grafica di copertina sui prezzi reali di un'agenzia Amazon in Italia nel 2026

In Italia un’agenzia Amazon per una PMI costa in genere tra 500 e 1.500 € al mese. Sui contratti di gestione attivi nella nostra società la fee mediana è di 750 € al mese: un quarto dei clienti paga meno di 478 €, un quarto più di 1.300 €, il contratto più alto è a 3.334 € al mese. A questo si aggiungono, sempre a tuo carico, l’abbonamento Amazon e le commissioni sulle vendite.

Se hai cercato questa cifra online avrai trovato quasi solo articoli americani con numeri tipo “da 2.000 a 5.000 dollari al mese”. Non sono sbagliati: sono di un altro mercato, con un’altra dimensione media dei venditori. Per un’azienda italiana che fa qualche centinaio di migliaia di euro su Amazon.it quei numeri non dicono nulla di utile.

Qui trovi i numeri veri del mercato italiano — inclusi i nostri, che pubblico per intero — i quattro modelli di prezzo con cui te li presenteranno, e il modo per capire se una cifra ha senso per la tua situazione.

Quali sono le fee reali di un’agenzia Amazon in Italia?

Comincio dai nostri, perché è l’unico dato di cui posso garantire la provenienza. Nel periodo novembre 2024 – giugno 2026 abbiamo avuto 217 clienti paganti. Prendendo i contratti con almeno tre mesi consecutivi di gestione — quelli in cui il rapporto si è davvero avviato — la distribuzione della fee mensile è questa:

Posizione nella distribuzioneFee mensileCome si legge
25° percentile478 €Un quarto dei clienti paga meno di così
Mediana750 €Metà sopra, metà sotto: è il numero da tenere a mente
75° percentile1.300 €Un quarto dei clienti paga più di così
Massimo3.334 €Il contratto più grande in gestione

Due precisazioni oneste. La prima: sono fee di gestione, non il costo totale di vendere su Amazon — le commissioni Amazon e il budget pubblicitario sono altra cosa e li vediamo più avanti. La seconda: questa distribuzione descrive la nostra fascia di clientela, cioè PMI e brand italiani. Un’agenzia che lavora su un gruppo industriale ha numeri diversi di un ordine di grandezza, e fa un mestiere diverso.

Perché pubblicare i propri prezzi in un settore dove quasi nessuno lo fa? Perché la domanda “quanto costa” è la prima che si fa chiunque, e costringere una persona a prenotare una call solo per sapere se siamo nel suo ordine di grandezza fa perdere tempo a tutti e due.

Quali sono i quattro modelli di prezzo (e che rischio ti spostano addosso)?

Al di là della cifra, quello che cambia davvero è come te la fanno pagare. I modelli sul mercato sono quattro, e ognuno sposta il rischio da una parte diversa del tavolo.

ModelloCome funzionaTi conviene se…Attenzione a…
Quota fissa mensileImporto uguale ogni meseVuoi un costo certo e un margine calcolabile in anticipoNon lega nessuno ai risultati: serve un perimetro di lavoro scritto
Percentuale sul vendutoIn genere 3–10% del fatturato AmazonCresci in modo prevedibile e vuoi allineare gli interessiIl costo sale anche quando il fatturato arriva da promozioni a margine zero
Percentuale sulla spesa pubblicitariaIn genere 10–20% dell’ad spendIl tuo problema è quasi solo la pubblicitàPremia chi ti fa spendere di più: va accoppiato a un tetto o a un target di ACOS
IbridoBase fissa contenuta + variabile sui risultatiVuoi equilibrio tra certezza del costo e allineamentoIl variabile deve poggiare su un dato che puoi verificare da solo

Sulla percentuale del venduto vale la pena essere espliciti: come sintetizza la guida ai prezzi delle agenzie Amazon di ALFI, un modello del genere “premia il fatturato senza proteggere margine, cassa o magazzino”. È il punto cieco che vedo più spesso: un anno chiuso in crescita di fatturato e in calo di utile, con la fee salita insieme al fatturato.

Sulla quota fissa, la stessa fonte fa l’osservazione speculare: la quota fissa “impedisce che la fee dell’agenzia salga automaticamente ogni volta che sale la spesa pubblicitaria”. Tradotto: è noiosa, ed è proprio questo il suo pregio.

Perché i prezzi che leggi sui siti americani non valgono per te

Le guide internazionali sui prezzi delle agenzie Amazon indicano per il 2026 retainer tipici tra 1.500 e 5.000 dollari al mese, con punte enterprise molto più alte, percentuali sull’ad spend tra il 10% e il 20% e percentuali sul fatturato tra il 3% e il 10%. Le percentuali sono trasferibili, gli importi assoluti no.

Il motivo è la dimensione media del cliente. Un’agenzia americana lavora su venditori che fanno milioni di dollari su Amazon.com; l’azienda italiana tipo che ci contatta fa tra 150.000 e 2 milioni di euro su Amazon.it. Applicare a quella scala una fee da 3.000 dollari significa bruciare il margine — ed è la ragione per cui certi preventivi “internazionali” fanno cadere le braccia a chi li riceve.

Quanto devi vendere su Amazon perché un’agenzia abbia senso?

Questo è il conto che nessuno ti fa e che invece decide tutto. Parti dalla fee mediana: 750 € al mese fanno 9.000 € l’anno. Perché quella spesa abbia senso deve essere una frazione ragionevole del margine che la gestione contribuisce a generare, non del fatturato.

Sui nostri dati la fascia in cui il rapporto funziona per entrambi è 150.000 – 2.000.000 € l’anno di venduto su Amazon:

  • Sotto i ~60.000 € l’anno la fee pesa troppo: qualunque agenzia seria costa più di quanto il tuo account possa restituire. In questa fascia conviene formarsi, o comprare consulenza a ore invece che gestione continuativa.
  • Tra 150.000 e 2 milioni c’è abbastanza volume perché una gestione professionale sposti numeri veri, e non abbastanza struttura interna perché convenga assumere.
  • Sopra i ~5 milioni di solito esistono già un team interno o un’agenzia storica, e la domanda cambia: non più “quanto costa”, ma “chi mi porta il pezzo che mi manca”.

Se sei sotto la soglia, la risposta onesta è che non è ancora il momento — e chi ti dice il contrario sta vendendo, non consigliando.

Non sai in quale fascia ti trovi? Prenota mezz’ora con me: guardiamo i tuoi numeri e ti dico se una gestione esterna ha senso oggi o se è meglio aspettare.

Cosa deve includere la fee, e cosa è quasi sempre escluso

Due preventivi con la stessa cifra possono contenere lavori completamente diversi. Prima di confrontare i prezzi, confronta i perimetri. Una gestione completa normalmente comprende:

  • gestione e ottimizzazione delle campagne Amazon Advertising;
  • ottimizzazione delle schede prodotto (titoli, bullet, keyword, contenuti A+);
  • presidio del catalogo: varianti, errori di listing, casi aperti con il supporto;
  • monitoraggio della salute account e degli indicatori di performance;
  • reportistica periodica e un referente con nome e cognome.

Quasi sempre escluso, e va chiarito prima: il budget pubblicitario (lo paghi tu direttamente ad Amazon), la produzione di foto e video, le traduzioni per i marketplace esteri, la logistica, e le pratiche straordinarie come il recupero di un account sospeso o la difesa da una segnalazione di proprietà intellettuale.

Come dice sempre ALFI, “il retainer è solo la prima riga del modello di costo totale”. Chiedere l’elenco delle esclusioni è il modo più veloce per capire con chi hai a che fare.

Quali costi Amazon restano comunque a carico tuo?

Nessuna agenzia può togliere queste voci dal conto. Sono verificabili sul listino ufficiale di Amazon per i venditori:

VoceQuantoQuando la paghi
Piano di vendita Professionale39 € al mese, IVA esclusaOgni mese, indipendentemente dalle vendite
Piano Base (alternativa)0,99 € per articolo venduto, IVA esclusaSolo quando vendi
Commissioni per segnalazioneIn genere tra l’8% e il 15% del prezzoSu ogni vendita, secondo la categoria
Logistica di Amazon (se la usi)Variabile per peso e dimensioniSu gestione ordini e stoccaggio

Le commissioni per segnalazione hanno un intervallo più ampio di quanto si creda: si va dal 5% di alcuni articoli di abbigliamento sotto i 15 € fino al 45% degli accessori per dispositivi Amazon. Prima di stimare un margine, la percentuale della tua categoria va guardata, non ipotizzata. Se non hai ancora fatto questo conto per i tuoi prodotti, parti da come si calcola davvero il margine netto su Amazon: senza quel numero, qualunque discussione sulla fee è a vuoto.

Cosa guardare nel contratto prima di firmare

Il prezzo è metà della trattativa. L’altra metà è cosa succede quando le cose non vanno come previsto.

  1. Durata e preavviso. Vincoli di dodici mesi senza uscita sono un rischio che ti prendi tu. Tre mesi di preavviso sono ragionevoli, un anno chiuso no.
  2. Perimetro scritto. Un ambito di lavoro vago, avverte ALFI, “lascia scivolare l’impegno senza responsabilità chiara”: nero su bianco, cosa è incluso e cosa no.
  3. Proprietà degli asset. Campagne, contenuti, immagini e account pubblicitari restano tuoi. Sembra ovvio: metterlo per iscritto costa una riga.
  4. Modalità di accesso all’account. Un fornitore serio chiede un accesso delegato con ruoli specifici, non le tue credenziali — e da settembre 2026 la procedura Amazon lo impone. Vedi la guida ai permessi di Seller Central.
  5. Come si esce. Chi revoca gli accessi, entro quando, e quali materiali ti restano.

Una domanda che nel 2026 vale quanto le altre: quanto di quel lavoro è ancora fatto a mano. Gli strumenti di intelligenza artificiale per chi vende su Amazon hanno abbassato il tempo necessario su contenuti, creatività e reportistica: se la fee non ne tiene conto, stai pagando ore che non servono più.

Per confronto, il modello con cui lavoriamo in Spinta eCommerce, la nostra agenzia Amazon, è dichiarato in chiaro: perimetro scritto, persone assegnate e numeri verificabili ogni mese.

Come capisci se stai pagando troppo

Non esiste una soglia universale, ma ci sono quattro domande che danno una risposta abbastanza netta, da leggere insieme ai criteri per scegliere l’agenzia Amazon:

  • Quante ore reali stanno sul tuo account ogni mese? Una fee da 1.500 € con due ore di lavoro effettivo è cara; la stessa fee con una persona che presidia il catalogo tutti i giorni è a mercato.
  • Quanti account segue il tuo account manager? È la domanda più fastidiosa da fare e la più informativa.
  • Riesci a collegare la fee a una decisione presa? Se negli ultimi tre mesi non sapresti indicare una scelta concreta arrivata dall’agenzia, stai pagando una presenza, non un lavoro.
  • La fee cresce insieme al tuo margine o solo insieme al tuo fatturato? Se cresce solo col fatturato, prima o poi vi troverete su fronti opposti.

E il caso contrario: si può pagare troppo poco. Una fee sotto i 400 € al mese per una gestione “completa” quasi sempre significa un pacchetto ridotto o un presidio saltuario. Va benissimo se lo sai; è un problema se pensavi di aver comprato altro. Se stai ancora scegliendo tra le formule possibili, ho messo il confronto tra le figure disponibili in due articoli dedicati: cosa fa un consulente Amazon e come si sceglie un’agenzia Amazon.

Domande frequenti

Quanto costa mediamente un’agenzia Amazon in Italia?

Sui contratti di gestione attivi nella nostra società la fee mensile mediana è di 750 € al mese: un quarto dei clienti sta sotto i 478 €, un quarto sopra i 1.300 €, e il contratto più alto arriva a 3.334 € al mese. Sono numeri della fascia PMI italiana: le agenzie che lavorano su brand enterprise stanno molto più in alto.

È meglio pagare una quota fissa o una percentuale sul venduto?

Dipende da quanto è prevedibile il tuo fatturato. La quota fissa ti dà un costo certo e un margine calcolabile, ma non lega il fornitore ai risultati. La percentuale allinea gli interessi quando cresci, però fa salire il costo anche quando la crescita arriva da promozioni a margine zero o da un solo prodotto stagionale. Nella pratica il modello più equilibrato è una base fissa contenuta più una componente variabile su un risultato che puoi verificare.

Sotto quale fatturato Amazon non conviene un’agenzia?

Come regola pratica, sotto circa 60.000 € l’anno di venduto su Amazon una gestione esterna seria non sta in piedi: la fee peserebbe troppo sul margine. La fascia in cui il rapporto funziona meglio, sui nostri dati, è tra 150.000 e 2 milioni di euro l’anno di venduto Amazon.

La fee dell’agenzia comprende anche il budget pubblicitario?

Quasi mai, ed è la voce che genera più fraintendimenti. La fee paga il lavoro di gestione; il budget delle campagne Amazon Advertising lo paghi tu direttamente ad Amazon, ed è separato. Prima di firmare, chiedi che sia scritto nero su bianco chi paga cosa e con quale carta.

Quali costi Amazon restano comunque a mio carico?

L’abbonamento al piano di vendita Professionale (39 € al mese, IVA esclusa), le commissioni per segnalazione su ogni vendita (in genere tra l’8% e il 15% a seconda della categoria) e, se usi la logistica di Amazon, le tariffe di gestione e stoccaggio. Nessuna agenzia può toglierti queste voci: può solo aiutarti a tenerle sotto controllo.

Un preventivo molto basso è sempre un cattivo segno?

Non sempre, ma va capito cosa c’è dentro. Una fee molto bassa di solito significa poche ore reali dedicate al tuo account, un account manager che ne segue trenta, oppure un pacchetto limitato a una singola attività. Il problema non è il prezzo basso in sé: è pagare per una gestione completa e ricevere un presidio part-time.

Articolo di Mario Napoli, founder di Spinta eCommerce — agenzia italiana specializzata nella gestione di account Amazon.

Vuoi sapere se la cifra che stai valutando ha senso?

Se hai un preventivo sul tavolo, o stai cercando di capire quanto dovresti mettere a budget, mezz’ora è più che sufficiente per farsi un’idea onesta. Guardiamo il tuo venduto, la tua categoria e le commissioni che paghi, e ti dico cosa ne penso — anche se la risposta è “aspetta”.

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