IP complaint su Amazon: come difendersi da una segnalazione di violazione

Grafica di copertina dell articolo su come difendersi da un IP complaint su Amazon

Un IP complaint su Amazon è la segnalazione con cui un titolare di diritti accusa la tua inserzione di violare un marchio, un copyright o un brevetto. Quando arriva, la sequenza corretta è una sola: leggere la segnalazione nello Stato di salute dell’account per capire chi ha segnalato e su quale diritto, non ricreare l’ASIN, e scegliere tra due strade alternative — chiedere la ritrattazione al segnalante oppure presentare ricorso ad Amazon con le prove.

La differenza tra le due strade non è di stile: è di destinatario. La ritrattazione la può concedere solo chi ha fatto la segnalazione; il ricorso lo valuta solo Amazon. Chi le mescola — scrivendo ad Amazon per contestare il segnalante o scrivendo al segnalante come se fosse un ufficio reclami — perde le settimane che contano.

Questa è la procedura che seguiamo sugli account in gestione, caso per caso.

Che cos’è esattamente un IP complaint?

È una notifica formale inviata ad Amazon da chi detiene un diritto di proprietà intellettuale (o da chi agisce per suo conto) che chiede la rimozione di un contenuto o di un’offerta. Amazon riceve la segnalazione, rimuove l’inserzione in via cautelativa e registra una violazione sull’account del venditore. Non è un giudizio definitivo su chi ha ragione: è un’azione preventiva su richiesta di terzi.

Le segnalazioni arrivano da due canali distinti, e sapere quale è stato usato cambia la strada da percorrere. I brand iscritti al Brand Registry usano lo strumento Report a Violation, che secondo Amazon “offers a single, guided experience for reporting IP infringement, store policy violations, and regulatory compliance concerns” e in cui “a Submission History tab tracks every report’s status in real time” (Amazon, How to report a violation). Chi non è iscritto al Brand Registry usa invece il modulo pubblico di segnalazione delle violazioni.

La distinzione conta perché il canale determina anche come si ritratta, come vedremo più avanti.

Dove trovo la segnalazione e chi l’ha fatta?

Non nell’inventario: la trovi in Seller Central alla voce Rendimento → Stato di salute dell’account → Conformità alle policy, nella sezione dedicata alle segnalazioni di violazione della proprietà intellettuale ricevute. Lì trovi tre informazioni indispensabili: il tipo di diritto contestato, l’ASIN interessato e — quando il segnalante lo ha reso disponibile — i suoi riferimenti di contatto.

Prendi nota anche della data. È l’inizio dell’orologio su cui si misurano sia la tua reattività sia le finestre temporali degli strumenti che puoi usare.

Che differenza c’è tra contraffazione, marchio, copyright e brevetto?

Sono quattro contestazioni diverse, con quattro prove diverse. Trattarle tutte allo stesso modo è l’errore che allunga i tempi.

Tipo di segnalazioneChe cosa contestaChe cosa serve per uscirne
ContraffazioneIl prodotto non è autenticoFatture di acquisto tracciabili da fornitore verificabile, coerenti con l’ASIN e con le quantità vendute
MarchioUso non autorizzato del nome o del logo del brandAutorizzazione scritta del titolare a vendere, oppure correzione del contenuto che usa impropriamente il marchio
CopyrightImmagini o testi copiati dal materiale altruiSostituzione dei contenuti con materiale proprio, oppure licenza d’uso documentata
BrevettoIl prodotto riproduce un’invenzione protettaÈ il caso più tecnico: quasi sempre serve un legale specializzato, e la valutazione non è documentale

Nota pratica: la contestazione sul copyright per le immagini è la più frequente e anche la più semplice da chiudere, perché spesso si risolve rifacendo la scheda con materiale proprio. La contestazione di contraffazione è la più pesante, perché mette in discussione la filiera di approvvigionamento e non solo il contenuto della pagina.

Qual è la prima cosa da fare nelle prime 24 ore?

  1. Leggi la segnalazione per intero e classificala in una delle quattro famiglie della tabella. Tutto quello che farai dopo dipende da questa classificazione.
  2. Non ricreare l’ASIN e non aprire una nuova inserzione sullo stesso prodotto. Amazon lo legge come tentativo di aggirare la rimozione, e la seconda violazione pesa molto più della prima.
  3. Metti insieme la documentazione prima di scrivere a chiunque: fatture, autorizzazioni, corrispondenza con il fornitore, prove della proprietà dei contenuti.
  4. Decidi la strada: ritrattazione o ricorso. Sono alternative, e la scelta dipende da chi ha ragione nel merito.
  5. Verifica se ci sono altre violazioni aperte sull’account. Il rischio non è mai la singola segnalazione: è l’accumulo, perché più violazioni ravvicinate spingono l’account verso la disattivazione.

Se il problema non è la proprietà intellettuale ma il blocco dell’inserzione per altre cause, o l’occupazione della tua scheda da parte di un venditore non autorizzato, la procedura è diversa ed è descritta in listing bloccato o hijacking: cosa fare nelle prime 24 ore.

Quando conviene chiedere la ritrattazione al titolare del diritto?

Conviene quando il segnalante ha sbagliato bersaglio, oppure quando sei un rivenditore autorizzato e la segnalazione nasce da un equivoco. È la via più veloce, perché una segnalazione ritirata da chi l’ha fatta chiude la questione all’origine, invece di chiedere ad Amazon di arbitrare.

Il canale dipende da come è stata inviata la segnalazione. Le segnalazioni fatte con Report a Violation si ritirano dalla cronologia degli invii del brand; quelle inviate con il modulo pubblico si ritirano attraverso il modulo di ritrattazione della segnalazione di Amazon, accessibile con lo stesso account che ha inviato la notifica, e la ritrattazione per questa via è possibile solo per le segnalazioni inviate nei 365 giorni precedenti.

Come si scrive la richiesta: breve, fattuale, senza toni polemici. Chi hai davanti è il brand, non un ufficio contenziosi. Indica l’ASIN, allega la prova di legittimità (fattura o autorizzazione), spiega in due righe che cosa hai già corretto e chiedi esplicitamente il ritiro della segnalazione. Se il brand accetta, la violazione viene rimossa e l’inserzione può essere ripristinata.

Come si scrive un ricorso che Amazon accetta?

Il ricorso serve quando la ritrattazione non è ottenibile e sei convinto che la segnalazione sia infondata, o quando hai sanato il problema. Un ricorso che funziona ha tre parti e nessuna di più: la causa reale, che cosa hai corretto, che cosa impedisce che accada di nuovo.

Gli errori che vediamo più spesso in questa fase, e che costano settimane, sono sempre gli stessi tre. Il primo è l’invio a rate: si manda il ricorso senza documenti “per guadagnare tempo” e poi si integra, invece di preparare un unico invio completo. Il secondo è discutere invece di documentare: pagine di spiegazioni sul perché il segnalante è in malafede, senza una fattura allegata. Il terzo è aprire più casi in parallelo sullo stesso problema, che moltiplica gli interlocutori e azzera la continuità della pratica.

La regola pratica è la stessa che vale per le sospensioni: si invia una volta sola, completo. L’impianto del piano d’azione è lo stesso descritto in account Amazon sospeso: cosa fare subito, applicato al singolo ASIN invece che all’intero account.

Quali documenti servono davvero?

La documentazione è il ricorso: il testo serve solo a spiegarla. Per una contestazione di autenticità, le fatture devono essere leggibili, riferite allo stesso ASIN, emesse da un fornitore verificabile con dati completi, e coprire le quantità che hai effettivamente venduto. Fatture generiche, ricevute di marketplace o documenti che non permettono di risalire al fornitore non sono considerate prove.

Per una contestazione di marchio la prova è l’autorizzazione scritta del titolare a vendere quel prodotto su Amazon, meglio se recente e con riferimento esplicito al canale. Per il copyright la strada più rapida quasi sempre non è provare qualcosa, ma rifare le immagini e i testi con materiale proprio e dichiararlo nel ricorso.

StradaA chi ti rivolgiQuando ha senso
RitrattazioneAl titolare del diritto che ha segnalatoSegnalazione per errore, rivenditore autorizzato, equivoco chiarito con un documento
Ricorso ad AmazonAd Amazon, dallo Stato di salute dell’accountSegnalazione infondata senza controparte disponibile, oppure problema già sanato
Correzione e riemissioneAlla tua scheda prodottoCopyright su immagini o testi: si sostituisce il contenuto contestato

Quanto resta la violazione sul mio account?

Le segnalazioni ricevute restano visibili nella dashboard dello Stato di salute dell’account per un periodo limitato, e sia i consulenti specializzati sia le discussioni pubbliche fra venditori indicano una finestra di 180 giorni. È però il dettaglio meno importante, e concentrarsi sulla scadenza è un errore di prospettiva: ciò che pesa non è la data in cui la riga sparisce dalla dashboard, ma l’accumulo di violazioni ravvicinate, che è il segnale su cui Amazon valuta la disattivazione di un account.

Il riferimento da guardare è l’Account Health Rating, il punteggio da 0 a 1.000 che sintetizza la conformità dell’account: sopra 200 l’account è considerato in salute, sotto quella soglia entra in zona di rischio. Una segnalazione isolata e risolta incide poco; tre segnalazioni aperte contemporaneamente cambiano lo scenario.

Come si evitano gli IP complaint?

La prevenzione è quasi tutta a monte, nella filiera e nei contenuti. I punti che fanno la differenza sono cinque: comprare solo da fornitori che emettono fatture tracciabili e complete; conservare le autorizzazioni scritte dei brand che rivendi; usare esclusivamente immagini e testi propri o licenziati; controllare prima di pubblicare che il nome del prodotto non richiami marchi altrui; e non “prendere in prestito” contenuti da schede concorrenti, nemmeno parzialmente.

Se invece il marchio è tuo, gli strumenti di Amazon per difenderlo sono tre e sono cumulabili: il Brand Registry, che è il prerequisito di tutto il resto; Transparency, che assegna un codice univoco a ogni unità prodotta e permette ad Amazon di intercettare gli articoli non autentici prima che arrivino al cliente; e Project Zero, che aggiunge protezioni automatiche e la rimozione self-service delle inserzioni contraffatte, senza dover attendere l’istruttoria di Amazon.

Che la scala del fenomeno sia reale lo dice Amazon stessa: nel report sull’esperienza di acquisto affidabile pubblicato nel 2026 l’azienda riferisce di aver identificato, sequestrato e smaltito “more than 15 million counterfeit products worldwide” nel corso del 2025, e che la sua Counterfeit Crimes Unit ha perseguito “more than 32,000 bad actors through litigation and criminal referrals to law enforcement, across 14 countries” dal 2020 (Amazon, Trustworthy Shopping Experience Report; la versione italiana del report sulla protezione dei marchi è disponibile su aboutamazon.it).

Chi deve occuparsene dentro l’azienda?

La risposta pratica, per esperienza diretta: una persona sola, con l’accesso giusto e il mandato di rispondere entro 24 ore. Le pratiche che si perdono sono quasi sempre quelle rimbalzate tra il commerciale, il magazzino e l’agenzia esterna senza che nessuno le abbia davvero in carico.

Se la gestione è affidata a un fornitore esterno, verifica che abbia i permessi per vedere la sezione Conformità alle policy: senza quelli non può nemmeno leggere la segnalazione. Come impostarli correttamente è spiegato in permessi Seller Central: come dare accesso senza rischi, mentre le attività che un servizio di gestione account Amazon dovrebbe coprire su questo fronte sono elencate nella relativa checklist.

Se hai una segnalazione aperta in questo momento e non sai in quale delle quattro famiglie ricade, prenota una call di 30 minuti: la classifichiamo insieme e capisci subito se la strada è la ritrattazione o il ricorso.

Domande frequenti

Che cos’è un IP complaint su Amazon?

È la segnalazione con cui un titolare di diritti comunica ad Amazon che una inserzione viola un suo marchio, copyright o brevetto. Amazon rimuove l’offerta in via cautelativa e registra una violazione sull’account del venditore. Non è una decisione definitiva sul merito: è un’azione preventiva su richiesta di terzi.

Dove vedo le segnalazioni di violazione ricevute?

In Seller Central, alla voce Rendimento, Stato di salute dell’account, sezione Conformità alle policy. Lì trovi il tipo di diritto contestato, l’ASIN interessato e, quando disponibili, i riferimenti del segnalante. È da lì che si presenta anche il ricorso.

Conviene chiedere la ritrattazione o presentare ricorso?

Sono strade alternative con destinatari diversi. La ritrattazione la concede solo chi ha inviato la segnalazione, ed è la via più rapida quando c’è stato un errore o sei un rivenditore autorizzato. Il ricorso lo valuta solo Amazon, e serve quando la controparte non è disponibile o hai già sanato il problema.

Entro quanto tempo si può ritirare una segnalazione?

Le segnalazioni inviate con il modulo pubblico si ritirano tramite il modulo di ritrattazione di Amazon, ed è possibile farlo solo per quelle inviate nei 365 giorni precedenti. Le segnalazioni inviate dai brand con lo strumento Report a Violation si ritirano invece dalla cronologia degli invii del brand stesso.

Quanto resta un IP complaint sul mio account Amazon?

Le segnalazioni ricevute restano visibili nella dashboard dello Stato di salute dell’account per un periodo limitato, indicato in 180 giorni da consulenti specializzati e discussioni fra venditori. Il fattore che pesa davvero non è però la scadenza, ma l’accumulo di più violazioni ravvicinate, che è ciò che porta alla disattivazione.

Posso ricreare l’inserzione mentre la pratica è aperta?

No. Ricreare l’ASIN o pubblicare una nuova offerta sullo stesso prodotto viene letto come tentativo di aggirare la rimozione e peggiora nettamente la posizione dell’account. Si attende l’esito della ritrattazione o del ricorso.

Quali documenti servono per dimostrare che il prodotto è autentico?

Fatture di acquisto leggibili, riferite allo stesso ASIN, emesse da un fornitore verificabile con dati completi e coerenti con le quantità vendute. Ricevute di marketplace o documenti che non permettono di risalire al fornitore non vengono considerati prove sufficienti.

Articolo di Mario Napoli, founder di Spinta eCommerce — agenzia italiana specializzata nella gestione di account Amazon.

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