A fine settembre 2026 Amazon ha annunciato che Seller Central diventa multicanale: i venditori possono collegare eBay, Shopify, TikTok e Walmart e gestire in un unico pannello gli ordini di tutti i canali, senza costi aggiuntivi. Per ora vale solo per lo store degli Stati Uniti; in Italia non c’è ancora, ma un pezzo del meccanismo è già disponibile.
È una delle novità più importanti dell’anno per chi vende online, perché cambia il ruolo di Seller Central: da pannello per vendere su Amazon a pannello per gestire tutta l’attività di vendita, ovunque avvenga. Il rischio, per chi vende dall’Italia, è leggere i titoli in inglese e pensare che sia già disponibile. Qui separiamo cosa è stato annunciato, cosa vale in Italia oggi e cosa conviene fare nell’attesa.
Che cosa ha annunciato Amazon, esattamente?
L’annuncio è sul blog ufficiale di Amazon, firmato da Mary Beth Westmoreland, vicepresidente della Worldwide Selling Partner Experience. Il testo dice che i venditori possono collegare a Seller Central i propri account eBay, Shopify, TikTok e Walmart, con altri canali in arrivo. La frase che riassume il progetto, riportata da PPC Land, è: «Seller Central becomes the single place where independent sellers manage their entire business».
In pratica le funzioni annunciate sono tre: un unico elenco degli ordini di tutti i canali, che compaiono in Gestione ordini anche quando la spedizione non la fa Amazon; la possibilità di evadere quegli ordini con la rete logistica di Amazon, con il numero di tracciamento che torna da solo al canale d’origine; e, nei prossimi mesi, la modifica delle schede in un punto solo e una vista in tempo reale di quanto si guadagna su ogni prodotto in ogni canale.
Vale anche per chi vende su Amazon.it?
No, non oggi. Il testo ufficiale di Amazon è esplicito: «Multichannel selling tools will roll out gradually to sellers in the U.S. store over the coming months». Nessun marketplace europeo è nominato e non c’è una data di arrivo in Europa, come nota anche la ricostruzione di PPC Land.
C’è poi un dettaglio di mercato: dei quattro canali, Walmart non ha un marketplace in Italia, mentre TikTok Shop è arrivato in Italia, Francia e Germania «a partire da lunedì 31 marzo» 2025, come riportava Quotidiano.net al lancio. Se e quando la funzione arriverà in Europa, è ragionevole aspettarsi un elenco di canali diverso da quello statunitense, ma oggi è una previsione, non un fatto.
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Che cosa si può già fare dall’Italia?
La parte logistica esiste già. Si chiama Logistica multicanale (Multi-Channel Fulfillment, MCF) e, secondo la pagina ufficiale di Amazon, «MCF is available in Australia, Canada, France, Germany, Italy, Japan, Mexico, Spain, India, and the United Kingdom». Serve a usare le scorte già presenti nei magazzini Amazon per consegnare ordini nati fuori da Amazon: il tuo sito Shopify, eBay, un altro marketplace.
Quello che manca in Italia è il pannello unico. Oggi un venditore italiano che usa MCF collega i canali con app o integrazioni di terzi e continua a guardare gli ordini e i numeri in posti diversi. La novità statunitense, in sostanza, porta dentro Seller Central il lavoro che oggi si fa con strumenti esterni e fogli di calcolo.
Quanto tempo fa risparmiare un pannello unico?
Amazon nel suo annuncio cita una venditrice, Pamela Lee, direttrice delle operazioni digitali di Elizabeth Mott, che descrive il lavoro di prima così: «I’d estimate they spend about 5 hours at the end of each month to compile everything». E sul dopo: «It saves us so much time and eliminates the need for those separate reports entirely».
Cinque ore al mese per un’azienda sono una stima di una singola testimonianza, non una media. Il punto vero è un altro: chi vende su più canali di solito non sa con precisione quale canale gli fa guadagnare di più, perché ogni canale ha commissioni, costi di spedizione e resi diversi. Una vista unica del profitto per prodotto e per canale, se arriverà come promessa, risolve proprio questo.
Che cosa cambia rispetto a oggi, in una tabella?
| Funzione | Stati Uniti (annunciato) | Italia oggi |
|---|---|---|
| Ordini di eBay, Shopify, TikTok, Walmart in Seller Central | Sì, in arrivo gradualmente | No |
| Spedizione degli ordini esterni con la rete Amazon | Sì | Sì, con la Logistica multicanale |
| Tracciamento rimandato in automatico al canale d’origine | Sì | Solo con integrazioni di terzi |
| Scheda modificata una volta e aggiornata ovunque | Annunciata per i prossimi mesi | No |
| Profitto in tempo reale per prodotto e per canale | Annunciato per i prossimi mesi | No (si calcola fuori da Seller Central) |
| Costo delle nuove funzioni | Nessun costo aggiuntivo | — |
Quali sono i punti ancora aperti?
Tre, e vale la pena conoscerli prima di entusiasmarsi. Il primo riguarda i dati: Amazon scrive di avere controlli di accesso rigorosi perché i dati di un venditore non siano condivisi con altri venditori e non vengano usati per le decisioni del suo business di vendita diretta. Resta però aperta, come nota PPC Land, la domanda se i prezzi impostati sugli altri canali diventino visibili ai sistemi che valutano le offerte su Amazon: per chi vende a prezzi diversi su canali diversi non è un dettaglio.
Il secondo riguarda le regole degli altri canali. Walmart, ad esempio, accetta ordini spediti con la logistica di Amazon solo in imballaggi neutri e con mezzi di consegna senza marchio, secondo la stessa ricostruzione. Il terzo riguarda i costi: negli Stati Uniti dal 17 aprile 2026 si applica un supplemento carburante e logistica del 3,5% su FBA, MCF e Buy with Prime. In Europa il supplemento sulle tariffe di logistica è dell’1,5%, come abbiamo verificato sul listino ufficiale scrivendo l’articolo sulle tariffe FBA di alta stagione.
Che cosa conviene fare adesso a un venditore italiano?
- Fare il conto del margine per canale, oggi, con gli strumenti che hai: commissioni, spedizione, resi e pubblicità di ogni canale. È il numero che il pannello unico promette di dare, e conviene averlo prima. Il metodo è quello del nostro articolo sul margine netto su Amazon.
- Valutare la Logistica multicanale se hai già scorte in FBA e vendi anche sul tuo sito: è la parte della novità che in Italia esiste già.
- Non aprire un canale solo perché diventerà comodo gestirlo. Il pannello riduce il lavoro, non crea domanda.
- Tenere d’occhio l’arrivo in Europa nelle comunicazioni di Seller Central, senza dare per scontati tempi e canali.
E chi vende anche su Amazon.com dall’Italia?
È l’unico caso in cui la novità può riguardarti presto: se hai un account sullo store statunitense, le funzioni arriveranno lì come per tutti i venditori di quello store. Attenzione però a non confondere la gestione con la logistica. In una call di questa settimana un’azienda italiana che spedisce dall’Italia in FBM verso gli Stati Uniti si è vista sospendere le offerte per spese di spedizione giudicate eccessive da Amazon, anche dopo averle abbassate: il pannello unico non cambia queste regole, e la scelta fra FBM e FBA resta da fare prodotto per prodotto. Sulle soglie di consegna che Amazon impone a chi spedisce in proprio sui marketplace esteri trovi un esempio concreto nell’articolo sul Business Hour Delivery Rate.
Il quadro generale, per chi sta ancora decidendo come impostare la vendita su Amazon, è nella nostra guida su come vendere su Amazon nel 2026. Quanto all’altra metà dell’annuncio, l’assistente di vendita basato sull’intelligenza artificiale, ne parliamo nella guida sull’intelligenza artificiale su Amazon.
Domande frequenti
Le funzioni multicanale di Seller Central sono disponibili in Italia?
No, non ancora. Amazon ha annunciato che arrivano gradualmente ai venditori dello store statunitense nei prossimi mesi e non ha nominato nessun marketplace europeo né una data. Chi vende su Amazon.it oggi non le trova nel proprio Seller Central.
Quali canali si possono collegare a Seller Central?
Nell’annuncio di Amazon sono quattro: eBay, Shopify, TikTok e Walmart, con altri canali indicati come in arrivo ma senza nomi. Gli ordini di questi canali compaiono nello stesso pannello degli ordini Amazon, anche quando la spedizione non la fa Amazon.
Quanto costano le nuove funzioni multicanale?
Amazon dichiara che sono incluse senza costi aggiuntivi per il venditore. Restano a pagamento, come sempre, le spedizioni fatte con la rete Amazon: la logistica degli ordini esterni passa dalla Logistica multicanale (MCF), che ha le sue tariffe.
Un venditore italiano può già spedire con Amazon gli ordini di Shopify o eBay?
Sì, con la Logistica multicanale (Multi-Channel Fulfillment), che Amazon offre anche in Italia: usa le scorte già presenti nei magazzini Amazon per consegnare ordini nati fuori da Amazon. Quello che manca in Italia è il pannello unico che raccoglie ordini, schede e profitti di tutti i canali.
I dati dei miei canali esterni finiscono ad Amazon?
Amazon scrive che ci sono controlli di accesso rigorosi perché i dati di un venditore non siano condivisi con altri venditori, e che non vengono usati per le decisioni del suo business di vendita diretta. Resta aperta una domanda posta dalla stampa di settore: se i prezzi impostati sugli altri canali diventino visibili ai sistemi che valutano le offerte su Amazon.
Conviene aprire altri canali solo perché Amazon li collega?
No. Lo strumento riduce il lavoro di gestione, non crea domanda: un canale nuovo ha senso se il prodotto ha già acquirenti lì e se il margine regge le sue commissioni. Prima di aprire, conviene fare il conto del margine per canale e verificare chi gestirà scorte, resi e assistenza.
Quando leggo un annuncio come questo la prima cosa che faccio è cercare la riga sui Paesi, prima ancora delle funzioni: è lì che si capisce se un venditore italiano deve fare qualcosa domani o può aspettare. In questo caso la risposta è doppia: il pannello unico può aspettare, il conto del margine per canale no. È il tipo di lavoro che facciamo ogni giorno nella nostra agenzia per la gestione di account Amazon.
Articolo di Mario Napoli, founder di Spinta eCommerce — agenzia italiana specializzata nella gestione di account Amazon.
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